Il tessuto spalmato

Tessuto sottoposto a operazione di spalmatura che lo rende idrorepellente. Già prima del Seicento gli abitanti dell'America Centrale e Meridionale delle zone particolarmente piovose erano soliti produrre dei manufatti tessili idrorepellenti spalmando i loro tessuti primitivi di lino con linfe e resine vegetali.

Nel 1791 un brevetto britannico descriveva un metodo di impermeabilizzazione basato sulla spalmatura o sulla impregnazione di tessuti con gomma sciolta in una soluzione di trementina. Quest’ultima, evaporando, formava uno strato gommato impermeabile e continuo. Successivamente attorno agli anni 1820-40 si ebbe una notevole serie di perfezionamenti nel campo macchinari e attrezzature e nuovi metodi di estrazione e preparazione del lattice di gomma permisero di mettere a punto una notevolissima varietà di applicazioni, dal tessuto impermeabile per vele di imbarcazioni, al tessuto impermeabile per lo stoccaggio di prodotti deteriorabili, al tessuto per cinghie di trasmissione, al tessuto per aerostati e così via.


Negli anni successivi si scoprì la vulcanizzazione della gomma che rese i tessuti spalmati non più morbidi e appiccicosi, se trattati con acqua calda, e neppure rigidi e facili a spaccarsi se esposti a climi freddi. Attorno al 1930 si scoprì il neoprene e lo stirolo-butadiene cui seguirono poco dopo le prime spalmatrici industriali.


Il campo d’impiego si allargò allora enormemente permettendo l’uso di questi tessuti anche per imbarcazioni gonfiabili e tessuti protettivi specializzati a seconda della diversa necessità.


Quattro sono i sistemi di spalmatura oggi usati: impregnazione del tessuto a pieno bagno con successiva spremitura e asciugatura; applicazione sul tessuto di uno strato di polimero per fusione a caldo (trattamento detto "calender coating" o anche "extrusion coating"); spalmatura a freddo sul tessuto per applicazione diretta o per "transfer" di un polimero allo stato di "compound" (pastoso); impregnazione totale di un tessuto oppure spalmatura di una delle due facce con un poliuretano “ad hoc" e coagulazione in acqua così da ottenere una stoffa microporosa.

5 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

La crinolina