La moda agli albori della civiltà greca

Dal VII al VI secolo a. C. prende forma la civiltà greca.

Il commercio in pieno rigoglio, le città ricche, la fortunata colonizzazione, aprono un nuovo periodo anche per l'arte, che viene ad assolvere i propri compiti con spirito innovatore e aperto agli influssi stranieri.

La concezione morale, il costume, la distinzione e l'ideale di bellezza fisica della classe dominante, condizionano l'espressione artistica. Vengono rappresentate figure di uomini e di donne elegantemente vestiti; si ricercano gli effetti plastici, più che nel nudo, che in ogni caso è soltanto quello maschile, nel panneggio delle vesti e nel corpo che si intravede sotto di queste.


La linea degli abiti è rigida, con prevalenza di motivi verticali, in carattere con la colonna di stile dorico. Gli uomini indossano la tunica di lana a pieghe fisse (chitone), elemento caratteristico del periodo arcaico; al di sopra il mantello (imation), oppure corte tuniche o succinti mantelli sempre pieghettati. Le donne appaiono in vesti lunghe e aderenti di lana grossa; due lembi del tessuto, risvoltati e agganciati con fibule sulle spalle, formano un corto giubbetto (apoptygma).


L'evoluzione conduce a un abbigliamento più sciolto, costituito da vesti ampie pieghettate (chitoni), completate dall'immancabile imation. La decorazione è costituita da rosette, stellette, o motivi geometrici (greche).


L'oreficeria è assai raffinata; ad ornamento usavano collane a fili d'oro, orecchini, bracciali, diademi, fibule. I capelli, lunghi, erano disposti con molta cura, lasciati ricadere sulla schiena, oppure raccolti, con spilloni, coroncine, reticelle, sulla nuca o alla sommità del capo.


Gli usi e costumi adottati lasciavano già intuire la direzione socio-culturale che questa meravigliosa civiltà si accingeva a prendere, la quale ha ispirato la cultura occidentale e mondiale per secoli e continuando tuttora a farlo.

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